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MAGLIANO IN TOSCANA

La Locanda delle Mura si trova proprio a Magliano in Toscana, in Piazza Marconi, 5. Affitta una delle nostre biciclette e vivrai un momento indimenticabile tra vicoli e fantastici panorami.
La cinta muraria di Magliano è una delle più interessanti e complete fortificazioni che si possono ammirare in Maremma e in Toscana. Le mura di Magliano rivelano due diversi tipi di architettura militare. Sul lato Sud-Est, con torri a pianta quadrata per un breve tratto, sono mura medioevali. I conti Aldobrandeschi ne terminarono la costruzione nel1323 come è inciso su una lapide consunta dal tempo murata dietro la torre di Porta S. Giovanni. Le mura sul lato Ovest sono diverse, infatti sono state costruite dalla Repubblica di Siena nel 1400. Probabilmente le mura più antiche circondarono prima la Pieve di S. Martino poi quella di S. Giovanni Battista. Attualmente ne resta in piedi il breve tratto che comprende Porta S. Giovanni.

Porta S. Giovanni e mura Aldobrandesche
La porta è sul lato Sud e insieme a quella di S. Martino posta sul lato Nord consentiva l’ingresso e l’uscita dal castello di Magliano. In un patto stipulato da Uguccione dei conti Aldobrandeschi nell’anno 1097 per la prima volta è nominato Magliano indicato come centro di una corte, forse già sede di un castello. Dell’antico castello medioevale attualmente restano tre torri quadre. La torre meglio conservata è quella presso Porta S. Giovanni. In cima alla torre semplice e robusta si può ammirare lo stemma degli Aldobrandeschi conti del Sacro Romano Impero, vicari imperiali. Lo stemma della mezz’aquila e del leone è a forma di scudo triangolare. Entrando in paese dalla Porta S. Giovanni sulla destra si legge: Chiasso Lavagnini. Su una porta al numero tre spicca lo stemma della Compagnia S. Giovanni Battista: un agnello con aureola e stendardo. Accanto abbiamo un viuzza con le caratteristiche case in pietra e una graziosa piazzetta. Sulla destra vi sono gli orti coltivati sopra le mura medioevali. Se ritorniamo sul Corso a destra della Porta S. Giovanni si legge Vicolo degli Orti; infatti la stradina segna il proseguimento delle coltivazioni degli orti sulle mura.

Da porta S. Giovanni la mura medioevali in pietra proseguono fino a saldarsi alla cinta muraria con baluardi semicircolari costruiti sul lato Ovest dalla Repubblica di Siena. Le mura senesi sono le belle mura di Magliano di un’antica bellezza e di un fascino tutto particolare. Il visitatore rimane stupito di trovarsi al giorno d’oggi nella cinta muraria del vecchio castello di Magliano, un paese fortificato fra i più suggestivi della Maremma. Si resta meravigliati dall’importanza e dall’eleganza architettonica delle mura con cui la Repubblica di Siena difendeva questo territorio dei Conti Aldobrandeschi. È indubbia l’importanza strategica di Magliano così vicino al mare e all’entroterra dall’Amiata a Pitigliano. È indubbio il valore storico e architettonico di queste mura che oggi andrebbero rispettate e riportate al loro antico splendore. Il versante Sud-Ovest delle mura che guardano il mare è il meglio conservato; è rinforzato da sei torri semicircolari, i baluardi, quasi tutti provvisti di feritoie per l’avvistamento dei nemici. L’introduzione delle torri rotonde in sostituzione di quelle quadrate rappresenta una certa novità per l’architettura militare di quei tempi. Le Mura, più alte di quelle attuali, terminavano con una parte sporgente in mattoni decorata ad archetti e merli. Questa parte ancor oggi è visibile a sinistra della Porta Nuova dove gli archetti lievemente sporgenti sono sostenuti da mensolette piramidali rovesciate.

Porta Nuova
La porta detta Nuova perché più recente rispetto a quelle di S. Giovanni e di S. Martino è l’attuale ingresso a Magliano. La porta fu costruita dopo l’erezione delle mura come si può vedere dalla netta distinzione fra il corpo tronco-piramidale che la riguarda e le mura che la delimitano. Purtroppo non abbiamo nessuna notizia documentata al riguardo ma è probabile che le mura siano state erette nella seconda metà del 1400. Questo è un periodo prospero per la Repubblica di Siena che aveva consolidato il suo dominio sulle terre di Maremma e rinnovava le sue fortificazioni. La Porta Nuova ne è un esempio significativo. L’arco della porta è a pieno centro, bordato con conci ben lavorati sempre più lunghi verso il centro, “alla senese”, in modo da disegnare un arco acuto. Il resto della muratura è in masselli poco regolari. Corona la porta un apparato a sporgere di notevoli dimensioni. Nascoste dalla merlatura vi sono le caditoie cioè delle larghe aperture da cui si gettavano olio bollente e altri generi di offesa. Le caditoie della Porta Nuova sono molto più ampie in modo da facilitare il tiro più intenso in questi punti importanti delle mura.

La vecchia strada
La porta prende il nome dalla vicina chiesa di S. Martino. Questa era l’antica porta d’ingresso del castello di Magliano eretta sul lato Nord con le Mura Aldobrandesche e modificata nello stesso periodo delle mura senesi. La Porta S. Martino è più semplice di quella Nuova: manca del tutto l’apparato a sporgere sopra la porta che è ad arco rotondo in mattoni. La merlatura probabilmente è un rifacimento.

Chiesa Santissima Annunziata
La Chiesa della SS Annunziata in origine era più piccola. Nel 1400 fu aumentata di una campata nella parte anteriore, e ingrandita nella parte superiore,con l’aggiunta dell’abside e dotata nello stesso tempo di un piccolo campanile a vela. L’esterno è decorato da un bel portale primitivo, dal poderoso architrave di travertino. Sopra il portone di ingresso si nota una finestrella rotonda, con cornice, che completa la facciata terminante con copertura a capanna e denuncia carattere lineare e semplice dello stile romanico. Graziosa anche l’entrata laterale della Chiesa, sul lato destro con un piccolo porticato. AIl’interno troviamo conservata, la cosa più pregevole di Magliano, si tratta di una tavola posta sull’altare maggiore: “La Madonna che allatta il Bambino”,una delle opere più belle di Bartolomeo di Lando,detto il Neroccio (1447/1500). Si tratta facilmente della parte centrale di un quadro molto più grande, difatti alla destra della Vergine si vede chiaramente una mano che porge una sfera dorata, si dovrebbe trattare di S. Sigismondo con la sfera d’oro. Sopra l’altare vi sono due tele che raffigurano il mistero dell’Annunciazione: l’Arcangelo Gabriele con in alto la colomba simbolo dello Spirito Santo e nell’altra la Madonna in atteggiamento di accoglienza. Il tabernacolo di base esagonale è a forma di tempietto classico (sec.XVI). Nella Chiesa vi sono molti affreschi. Tutti quanti fanno riferimento alla Scuola Senese.

Fonte: www.comune.magliano-in-toscana.gr.it/

NEI DINTORNI DELLA LOCANDA

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La cinta muraria di Magliano è una delle più interessanti e complete fortificazioni che si possono ammirare in Maremma e in Toscana. Le mura di Magliano rivelano due diversi tipi di architettura militare. Sul lato Sud-Est, con torri a pianta quadrata per un breve tratto, sono mura medioevali. I conti Aldobrandeschi ne terminarono la costruzione nel1323 come è inciso su una lapide consunta dal tempo murata dietro la torre di Porta S. Giovanni. Le mura sul lato Ovest sono diverse, infatti sono state costruite dalla Repubblica di Siena nel 1400. Probabilmente le mura più antiche circondarono prima la Pieve di S. Martino poi quella di S. Giovanni Battista. Attualmente ne resta in piedi il breve tratto che comprende Porta S. Giovanni.

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A pochi chilometri da Magliano, sul­la Statale per il Monte Amiata Si incontra Pereta, caratteristico paesino di collina, immerso nel verde Sin dal suo primo mostrarsi, s’avverte la sensazione di entrare in un libro di storie medioevali, popolate di cavalieri, tornei, amori ed intrighi. Per non parlare poi del camminare tra i suoi vicoli stretti e silenziosi che suscitano l’entusiasmo di essere tornati indietro nel tempo.

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La storia di questa straordinaria acqua solfurea, dalle innumerevoli proprietà curative, è avvolta nella leggenda popolare: si narra infatti che, in epoca antichissima, gli uomini sulla terra fossero in continua lotta tra loro e che il dio Saturno, stufo dei continui litigi tra gli umani, abbia lanciato un fulmine di fuoco sulla terra originando un cratere; da questa fessura iniziò ad uscire acqua calda con densi fumi e vapori. Gli uomin

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Pitigliano è situato a 313 metri sul livello del mare su un promontorio tufaceo di suggestiva bellezza, delimitato da valli verdissime percorse dai fiumi Lente e Meleta. Il nome Etrusco non è conosciuto, forse trattasi di quella Statnes (o Staties) che in epoca romana divenne Prefettura e fu detta Statonia.

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Le prime documentazioni storiche attinenti al centro di Sorano risalgono al III sec. a.C., periodo in cui comincia la conquista romana dell’Etruria. Per ciò che concerne le epoche anteriori non si hanno notizie ben precise, anche se i rilevamenti di origine villenoviana nella vicina Pitigliano lasciano intendere un probabile insediamento anche nell’area soranese.

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Sovana, suggestivo borgo dall’atmosfera ferma nel tempo, rappresenta un raro gioiello di urbanistica medievale. Dal 7° al 3° secolo avanti Cristo fu un fiorente centro etrusco; di questo periodo è la importante Necropoli Etrusca con la sua tomba “regina” chiamata Tomba Ildebranda a forma di tempio greco. Fu poi importante città in epoca romana, tanto è vero che nei primi secoli del Cristianesimo divenne sede vescovile

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Il Parco naturale dell'Uccellina, in Maremma, è vasto oltre 10.000 ha e si estende sul tratto costiero tirrenico da Principina a Mare a Telamone mentre a est arriva fino alla statale Aurelia: è stato istituito nel 1975 dalla Regione Toscana con legge regionale n.65 del 5 giugno 1975.

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Tra il 1979 il 1996, l'artista francese Niki De Saint Phalle ha realizzato, nel cuore della Maremma, in una zona posta tra il litorale costiero e le coline più boscose dell'entroterra, l'opera che può essere considerata la sintesi di tutto il suo percorso artistico. Questa è composta da gigantesche sculture, alte circa 12/15 metri che raffigurano i ventidue Arcani Maggiori delle carte dei Tarocchi.

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Monte Argentario era probabilmente in origine un'isola successivamente "ancorata"alla costa tirrenica dai tomboli della Feniglia e della Giannella, formatisi per l'accumulo dei detriti trasportati dai fiumi e dalle correnti marine. Il primo insediamento umano all'Argentario risale certamente ad epoche remote, lo attestano i numerosi reperti archeologici sia nella Grotta degli Stretti che in quella di Cala dei Santi.

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Il paese nasce sul territorio dell'Argentario, e dal suo porto è possibile raggiungere in pochissimo tempo alcune delle isole dell'Arcipelago Toscano, come l'Isola del Giglio, Giannutri e l'isola d'Elba; di particolare interesse a Porto Santo Stefano troviamo la Fortezza Spagnola, costruita nel periodo della dominazione dello Stato dei Presidi.

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Suggestivo borgo marinaro sulla costa orientale dell'Argentario ed attrezzato porto turistico, Porto Ercole si affaccia su una baia dominata dalle possenti moli delle fortezze spagnole. Nella vicina Cala Galera fanno scalo ogni estate moltissime imbarcazioni da diporto attratte dalle funzionali strutture e dai servizi offerti da questo esclusivo approdo.